DAVIDE CONTRO GOLIA

Durante la nostra vita dobbiamo sempre affrontare dei giganti.
I giganti sono una metafora delle nostre paure, delle nostre insicurezze, dei nostri dubbi.

Ciao, come stai?
Nonostante molta gente mi “accusi” di essere una persona molto fortunata, anche a me capitano delle giornate nelle quali mi va tutto storto e penso che degli ostacoli siano insuperabili.

Pensi che per me sia sempre tutto semplice?

Assolutamente no. Ieri, ad esempio, ho dovuto affrontare una giornata davvero complessa e difficile.
E’ stata una giornata così carica di difficoltà che mi sono sentito come se avessi dovuto combattere contro un gigante. Per questo, infatti, mi è tornata in mente una delle parabole bibliche più famose: quella di Davide contro Golia.

Affrontare i giganti

Nella nostra vita dobbiamo sempre affrontare dei giganti. I giganti sono una metafora delle nostre paure, delle nostre insicurezze, dei nostri dubbi. Spesso, i giganti da affrontare, siamo proprio noi stessi, con le limitazioni e le nostre aree di sicurezza che ci bloccano il cammino e il miglioramento.

Davide contro Golia

Ma per spiegarti meglio cosa significhi sconfiggere un gigante, ti voglio raccontare la storia di Davide e Golia: Intorno al 1000 a.C. il popolo di Israele, guidato dal Re Saul, si trovava in guerra contro i Filistei. Fin qui, tutto nella norma perché a quell’epoca le guerre erano all’ordine del giorno. In questo caso, però, c’è un elemento molto particolare.

Alto 3 metri!

Fra i guerrieri Filistei, uno di loro si differenzia da tutti gli altri. Armato di una lancia gigantesca e di una corazza dal peso di 40 Kg, era un gigante alto 3 metri! Sì, sì, hai capito bene era alto 3 metri e, per l’epoca, non doveva fare un bell’effetto affrontare un soldato del genere, tenendo presente che tutti gli altri uomini, in media, erano alti solamente 1.65 cm o, al massimo, 1.70.

Ogni giorno, da 40 giorni, il gigante insieme all’esercito dei Filistei, si presentava davanti all’accampamento Ebreo. Poi si batteva il petto in tono intimidatorio e, in segno di sfida, tirava un urlo così forte da far vibrare la polvere, alzata dal vento.

Chi vuole sfidarmi a duello?

“C’è un solo uomo nel vostro esercito tanto pazzo da sfidarmi in un duello?”, Ululava il gigante.
“Se mi batterà ci inginocchieremo e diventeremo vostri schiavi ma se perderà sarete voi a diventare nostri schiavi!”. Naturalmente, nessuno nell’esercito del popolo di Israele, era così folle da combattere in un duello, 1 contro 1, un bestione del genere.

”Chi vincerà contro Golia sarà un uomo ricco!”-  tuonava disperato il Re Saul, sperando di risvegliare lo spirito mercenario che viveva nei suoi soldati, visto che lo spirito patriottico non sembrava utile per far prendere in mano le armi. Ma nulla. Nessuno si prestava alla sfida e Golia e il suo esercito continuavano a deridere il Re Saul e tutto il suo popolo.

Il piccolo Davide

Finché un giorno, sul fronte, si presentò un ragazzino. Essendo molto giovane non era un militare ma si trovava sul posto perché era stato mandato per portare del cibo ai suoi fratelli e per informarsi sulle loro condizioni di salute. Questo ragazzino era un pastorello di nome Davide.

Accetto io la sfida!

Al lancio della sfida di Golia, Davide si fece avanti, deciso a tenere alto l’onore del Popolo di Israele. “Accetto io la sfida!”, disse con forza e grande orgoglio, lasciando tutti di stucco.
Ma il Re Saul non era d’accordo perché se Davide avesse perso la sfida, sarebbe diventato il lucida-sandali di Golia. Ma il ragazzo non era lì per caso. Lui doveva compiere un miracolo e cambiare la storia.

Ma sei pazzo?!?

”Sei troppo giovane per morire così! Tu sei un pazzo”, urlava Re Saul a Davide.
”Facendo il pastore ho ucciso decine di orsi e leoni e ce la farò anche questa volta”, replicò con tono sicuro Davide.

Il Re Saul, stupito dall’audacia del ragazzo, decise di dargli fiducia. Così, per difendersi meglio, gli fece consegnare un elmo di bronzo, una corazza e una spada, ma Davide, per non perdere la sua agilità, decise di non accettarli.
Il Re insistette dicendogli di armarsi ma Davide sicuro della sua strategia, continuò a declinare.
Il piccolo Davide a quel punto, raccolti dei sassi lisci da terra e riposti dentro la sacca che portava sul fianco, si incamminò verso Golia tenendo ben stretta fra le mani una fionda.

Chiunque sarebbe scappato

Ora immagina la scena: un ragazzino alto massimo un 1.30  che guarda negli occhi un titano di 3 metri che vuole fargli la pelle, circondato da un esercito nemico che lo deride urlandogli insulti. Chiunque sarebbe scappato immediatamente! Ma non Davide. Non solo non indietreggiò ma provocando il gigante, lo incitò a venirgli contro. Quando Golia si scagliò contro il ragazzino, pronto a farlo a brandelli, Davide estrasse un sasso dalla sacca, lo caricò sulla fionda e lo scagliò con forza sulla fronte di Golia che cadde a terra esanime.

La vittoria rese Davide famoso presso gli ebrei e gli valse l’amicizia del figlio del re Saul. Successivamente Davide sposò la figlia del re, Mikal e, qualche anno dopo, divenne anche Re dei giudei. Ora, da Davide possiamo imparare 2 lezioni fondamentali:

  1. Apriti alla possibilità:

Se Davide avesse escluso a priori la possibilità di potercela fare, non si sarebbe nemmeno presentato al duello. Quante volte ti capita di dover affrontare una difficoltà ma di procrastinare la scelta di confrontarti con il problema?

Oggi che anche la fisica quantistica ce lo dimostra, abbiamo un dato scientifico dalla nostra: tutto è possibile e, soprattutto, ciò in cui crediamo, condiziona gli eventi! Quindi non devi avere paura. Ma devi avere più fiducia in te stesso.

Abbi fiducia nei tuoi mezzi:

Se sai cosa stai facendo, non ascoltare gli altri. Chi ti dice che il tuo metodo Non è efficace o che Non sei abbastanza bravo per farcela, proietta su di Te le sue insicurezze.
Le sue, non le Tue! Tu vai avanti per la tua strada e usa ciò in cui credi fermamente.

  1. Abbi fiducia in te stesso e credici fino in fondo:

Ti invito a pensare che cosa sarebbe successo se Davide, anche solo per un istante, avesse pensato di non farcela. Probabilmente Golia lo avrebbe trasformato in una frittata. Credici con tutto te stesso e visualizza ciò che vuoi realizzare. Vai avanti con certezza in quello che già hai visto, dentro di te. Immagina il successo, la vittoria!

“IN-ME-MAGO-AGERE” ecco l’etimologia della parola immaginare, quindi con la tua magia crei nella tua mente e, nella tua realtà, se lo vedi ci credi! Se lo farai, Non esiste montagna che Non potrai scalare o obiettivo che Non potrai raggiungere. Non permettere mai a nessuno di dire che Non ce la puoi fare. Nemmeno a te stesso.

Ma ricordati che per sconfiggere i giganti che incontrerai nella tua vita ci vuole una mente preparata. E, per prepararsi, devi avere le giuste informazioni e seguire un percorso che ti indichi le vie per evolvere, in meglio, la tua vita.

A presto
Leonardo Leone, Imprenditore e Autore del libro Best-Seller IO CREO IL MIO SUCCESSO e Fondatore del Percorso – Io Creo Il Mio Destino

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