L’AUTOSTIMA

“Nessuno può farvi sentire inferiori senza il vostro consenso”, diceva Eleanor Roosevelt.
Qualsiasi operazione di disistima è anche una nostra responsabilità perché, in qualche modo, siamo noi che permettiamo a qualcun altro di ‘stimare’ il nostro valore. È sempre da noi stessi che dobbiamo partire.

Se non crediamo in noi stessi

Se non ci stimiamo come possiamo pretendere che siano gli altri a credere in noi e nei nostri progetti? A stimarci?

Anche se in verità sentiamo un forte desiderio di affermazione e di successo, molto spesso la paura di non farcela, o di non essere accettati dagli altri, può bloccare il nostro processo di evoluzione e di crescita, può limitarci rinchiudendoci nelle nostre credenze depotenzianti. Molto spesso preferiamo rimanere nella nostra area di comfort, perché ci dà sicurezza, ci assicura il necessario; invece di osare, di andare oltre…

Ci sono due vocine…

In questi casi convivono dentro di noi due vocine: una, (la vocina critica) ci dice di accontentarci perché rischiare può essere pericoloso; l’altra vocina, invece, vorrebbe che uscissimo allo scoperto, vorrebbe renderci sempre migliori, portandoci ad essere ciò che vogliamo davvero. Questa seconda vocina ci dice di avere il coraggio di essere noi stessi, ci ripete continuamente che la felicità è una vita che desideriamo davvero, che sentiamo davvero nostra e, soprattutto, che siamo noi i responsabili della nostra felicità e del nostro benessere psico-fisico. Non possiamo delegare ad altri né la felicità né il nostro successo.

L’autostima si esprime attraverso la seconda vocina, e ogni volta che tendiamo a zittirla, piegandoci di fronte a tutto e a tutti, non ci amiamo. Al contrario se ci ascoltiamo, se diamo spazio ai nostri pensieri, se diamo la possibilità all’autostima di esprimersi, avremo la forza e il coraggio di affrontare tutto e tutti a testa alta. Solo così potremmo essere persone di successo, nel lavoro ma anche nella vita, nelle relazioni, in famiglia, con il/la partner, con i figli. Solo così potremmo essere persone migliori consapevoli di essere ciò che vogliamo, in grado di coltivare, ogni giorno, la fiducia in noi stessi.

La lezione di autostima di H. W. Beecher

Voglio raccontarti un episodio che rappresenta un’efficace lezione di autostima. Non so se hai mai sentito parlare di H.W. Beecher, un noto politico statunitense, tra i primi ad entrare a far parte della Hall of Fame for Great Americans.

Un giorno il giovane Beecher fu interrogato dalla sua professoressa di letteratura, che gli chiese di ripetere una poesia. Convinto di aver studiato, anche se titubante, il giovane Beecher  inizio a ripetere. Dopo le prime strofe la professoressa pronuncio un categorico ‘NO’ e Beecher ricominciò daccapo. Dopo poco l’insegnante pronunciò un secondo terribile ‘NO’ e Henry, umiliato, tornò al suo posto.

La professoressa chiese ad un altro ragazzo di ripetere la stessa poesia e puntualmente dopo le prime strofe arrivò il secco ‘NO’ dell’insegnante. Lo studente però continuò a recitare la poesia fino alla fine senza fermarsi, e la professoressa gli disse: “Molto bene!”.

A quel punto Henry protestò dicendo: “Non è giusto! Ho recitato gli stessi versi di John”.
E la professoressa rispose: “Non è sufficiente conoscere la lezione, Henry, devi essere sicuro della tua preparazione. Mi hai permesso di fermarti, perché non eri certo di esserti preparato a sufficienza.
Se il mondo ti urla ‘NO’, è tuo dovere rispondere ‘’, e dimostrare le tue capacità”.

È nostro dovere dimostrare a tutti il nostro valore

Ognuno di noi ha un valore inestimabile, dobbiamo esserne consapevoli. In quell’occasione il giovane Henry Beecher imparò una lezione fondamentale per la sua vita e per il suo successo, una lezione che lo portò a diventare uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America.  

Circolo virtuoso   

L’autostima che un individuo nutre nei confronti di sé stesso è un prodotto che deriva dall’interazione con gli altri – ed è quindi condizionata dal confronto con il mondo esterno, con l’ambiente in cui vive – ma siamo noi i “creatori” del nostro destino, della nostra felicità, del nostro successo e non possiamo essere persone di successo se non ci amiamo, se non amiamo le nostre ambizioni, le nostre passioni, i nostri obiettivi. Ed ancora, se non amiamo il nostro corpo, la nostra mente, se non ci stimiamo. Nessuno ti stimerà mai se non sei tu il primo a farlo. E i tuoi successi (o i tuoi insuccessi) non sono altro che il riflesso della dose di autostima che possiedi.

Credere (o non credere) di potercela fare attiverà (o meno) un potenziale e questo impatterà ovviamente sui risultati. Secondo te attivare meno potenziale farà in modo che i risultati siano migliori? Assolutamente no!
Ecco, questo sarà il motivo per cui sarà più facile credere meno in sé stessi.
Può accadere più e più volte, spesso inconsapevolmente, di entrare in quello che si chiama “circolo vizioso”.

Ma può accadere anche l’opposto!
Credo cioè di essere bravo in qualcosa, attiverò quindi più potenziale e i risultati saranno migliori.
Questo alimenterà ancora di più la credenza di essere bravo in quel qualcosa e mi permetterà di fare più azioni e con il massimo del potenziale. In questo ultimo caso avrò attivato quello che si può chiamare “circolo virtuoso”.

Mettiti in gioco

Osa. Progetta. Rischia. Sfidati. Non esitare. Non procrastinare i tuoi obiettivi e realizza ciò in cui credi. Ed inoltre sii affidabile, mantieni la parola data, sia nei confronti degli altri sia nei confronti di te stesso. L’affidabilità in fondo, se ci pensi bene, è di fondamentale importanza per poter stimare qualcuno.                                                                      

I tuoi obiettivi prima di tutto

“No, non puoi realizzare il tuo sogno nel cassetto.
C’è la crisi non ce la farai mai!
In Italia è difficile fare certe cose.”
Ad una affermazione di questo tipo tu rispondi: “Sì, realizzerò la mia impresa!” Impegnati e coltiva il tuo obiettivo ogni giorno. Affronta a testa alta le difficoltà che incontri, inevitabilmente, sul tuo percorso e se dovessi cadere rialzati. Fai uscire i tuoi sogni dal cassetto! Non rimandare il tuo successo.

“Non riuscirai mai a laurearti!
Non sei portato per l’università!”
Dimostra invece che sai impegnarti seriamente nello studio, migliora le tue strategie di apprendimento e ottieni la laurea.

“Non raggiungerai mai il tuo peso ideale!
La tua costituzione è come quella di tutta la famiglia, siamo tutti così”
.
E invece ‘Sì’. Dimostra agli altri e a te stesso, prima di tutto, che sai seguire una dieta, che sai dedicarti a del sano movimento, e rispetta il tuo corpo come se fosse un tempio.

“Non imparerai mai l’inglese, non sei portato per le lingue straniere”.
E invece ‘Sì’!
Dimostra a te stesso e agli altri che ne sei capace. Apprendi ad esempio 3 nuovi vocaboli ogni giorno. Ascolta le canzoni in inglese con i testi alla mano. Leggi, guarda, ascolta quotidianamente materiale in lingua inglese. Mettiti alla prova e raggiungi il tuo obiettivo.

L’autostima va costruita ed esercitata ogni giorno:

1) Prendi consapevolezza delle tue capacità e applicati.
Ogni volta che vuoi realizzare un’impresa ripetiti: “Sì, ce la posso fare, e lo dimostrerò”.

2) Scardina le credenze limitanti…
…e depotenzianti e installa nel tuo software solo le credenze potenzianti, cioè quelle che danno forza alla tua identità, che favoriscono la tua autostima.

3) Riconosci realmente i tuoi pregi e difetti
Il primo passo da fare per avere una buona autostima è sapersi accettare – e impegnarsi per migliorare le debolezze e per sviluppare i punti di forza.

4) Il dialogo interno
Ci conduce a scoprire i nostri veri desideri, non quelli indotti da altri (ad esempio dai familiari); ci fa visualizzare i nostri sogni per far sì che si materializzino. La domanda a cui rispondere è: “Cosa voglio veramente?”
Il lavoro introspettivo aiuta a riappropriarsi di una buona immagine di sé stessi, potenziando l’autostima.

5) Ripetiti solo frasi potenzianti
Annulla dal tuo software quelle depotenzianti che costituiscono un’auto-svalutazione costante, del tipo: “Non ce la farò mai, lei (o lui) è meglio di me; sono brutto/a, grasso/a e invecchiato/a; non ho le capacità; sono sfortunato/a”. Non esiste la fortuna o la sfortuna, il successo è frutto dell’impegno ed è il risultato di un processo, non di un evento.

Le persone con un’alta autostima …

…sono più perseveranti nel raggiungere i propri obiettivi, tutto ciò che fanno, lo fanno con molta passione, con coraggio e la luce negli occhi e, inoltre, sono più propense a relativizzare un eventuale insuccesso impegnandosi in nuove imprese che, in poco tempo, neutralizzano quelle da dimenticare.

L’autostima è una pratica quotidiana

Puoi declinare l’esercizio per l’autostima di Beecher in mille situazioni diverse. La cosa fondamentale è dimostrare, ogni giorno, a te stesso e agli altri, le tue capacità reali e potenziali. Crediamo in noi stessi quando smettiamo di piangerci addosso e mettiamo in pratica ciò che ci siamo prefissati di realizzare.

Quindi pensa a quell’obiettivo (fino ad un massimo di tre obiettivi per volta), pensa alle difficoltà che hai saputo affrontare fino ad ora, a tutti i ‘NO’ che hai ricevuto che ti sono serviti solo a crescere, che ti hanno spronato a migliorare, e seguendo il battito del cuore ripetiti costantemente:
“Sì, POSSO FARCELA e lo dimostrerò”.

L’autostima è amare se stessi

Buona giornata!
Leonardo Leone, Imprenditore e autore del Best-Sellers IO CREO IL MIO SUCCESSO
e fondatore del Percorso Io Creo il Mio Destino

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